lunedì, 11 settembre 2006, 22:02
Continui a sconvolgermi, senza pietà.
Sul palco quando la folla mi nasconde ai tuoi occhi, sul mio divano mentre cucino per te.
Prendi della mia vita tutto ciò che vuoi, e niente di più.
E rimango qui ad aspettare che tu mi sconvolga ancora, ancora, ancora il tuo bicchiere qui sulla scrivania.
Che ti amo forse quanto ti odio.
scritto da MrsP in solo palpiti
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domenica, 13 agosto 2006, 13:42
Mi fa quasi paura l'esistere di una persona con questo potere.
Con il potere di sollevarmi il cuore.
Di essere il mio rifugio.
"Stai bene?"
Tra le tue mani.
Senza maschere.
Ora sì.
scritto da MrsP in solo palpiti
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venerdì, 11 agosto 2006, 15:02
Potresti essere il mio mondo,
potresti essere tutto.
Il plenilunio è finito,
e i tuoi passi si avvicinano di nuovo
sotto gli occhi della mia Signora.
scritto da MrsP in solo palpiti
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lunedì, 31 luglio 2006, 22:28
Ci sorprende l'alba, e non la temo.
Con il trucco sbavato, la voce roca e i vestiti su una spalla.
Sono io, tutta, senza nulla da dimostrare, senza il bisogno di calcolarmi.
E non ci sono domande.
"Mi fai stare bene"
scritto da MrsP in solo palpiti
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giovedì, 27 luglio 2006, 16:56
Sei tornato.
Sei tu, sei qui.
Sali quel gradino dietro l’insegna, è un istante, i tuoi occhi nei miei, è un istante e il mio cuore si ferma.
Arrivi con lui, lui per cui ho fatto tutto questo viaggio, lui per cui sono seduta da due ore davanti a questo albergo. Ma ti corro incontro e ti getto le braccia al collo.
E ti stringo, ti stringo forte, l’ho aspettato per mesi quest’abbraccio, e ormai non lo aspettavo più, lo credevo disperso nel tempo. E ci parliamo stretti nelle solite poche parole, stretti in quest’abbraccio incredulo.
E’ un istante.
“Come stai?”
“Io bene ma…tu?”
“Bene…bene”
E mi si scioglie dentro un nodo che ormai era parte di me, era tanto che lo aspettavo, non più “adesso meglio”, ma soltanto “bene”, sapere che stai bene, l’ho aspettato troppo, e ancora non ci credo che è la tua voce a dirmelo.
Sei qui.
…e di capire che a volte il destino
ha più fantasia di noi…
Sei qui.
Con lui, lui che scherza sul nostro abbraccio, “beh vabbè io vi lascio allora…”, lui che ora mi abita testa, cuore e carne, lui che volevo sorprendere.
E invece sono io quella qui in piedi incredula. Quella che ti portava dentro con la certezza di non vederti mai più.
E sei qui, e mi guardi con gli stessi occhi, e mi sorridi come se fosse passato un minuto soltanto da quella sera.
La quinta notte, la quinta notte di musica con te.
Ci sono le tue mani sul maxischermo, le tue mani che da tanto vedevo solo nei ricordi, le tue mani su quella chitarra, su quella che preferisco.
Ci sei tu sul palco con lui, e il mio cuore batte alla follia, la mia voce grida quanto può, ma non basta a buttare fuori tutto quello che mi si sta agitando dentro.
Mi sembra finire tutto in un istante.
Un istante assurdo, paradossale.
Un istante che no, non ci credo che possa esistere.
Lo vedi con che occhi lo guardo.
E sai tutto, e mi sorridi,
E ti sorrido, e tu mi abbracci così forte.
Non lo puoi immaginare il bene insensato che ti voglio.
Ma non importa, continua ad esserci indipendentemente da tutto, incondizionato.
Sono qui per lui e sono stordita dalla tua presenza. Dall’improvviso collasso di una preoccupazione durata mesi. Da quel “…sai L. non sta bene…” rimasto sospeso troppo tempo sulla mia testa.
Ci sei e stai bene.
Inizia ad avere una logica che ancora mi sembra paradossale il tuo sorriso su di noi mentre lui stringe tra le mani il viso della sua bimba. E mi ci vorrei sciogliere tra quelle mani, ancora di più ora che mi rassicura una sorpresa così dolce. Stai bene e sorridi dalla tua poltrona rossa.
Lo abbraccio, e so che tutto questo viaggio l’ho fatto per non avere nulla di più. Le conosco le regole, anche se mi bruciano in gola. E li conosco i suoi occhi che dicono vorrei ma non posso, non qui, non ora, e lui forse conosce i miei che dicono lo so, lo so, ma ho bisogno di sapere che ci sei, e sono qui per questo.
Cammino verso la macchina, e mi giro indietro solo un istante.
I tuoi occhi nei miei.
Un sorriso, solo nostro.
E non è più un addio.
("Le cose che hai amato di più", Biagio Antonacci)
scritto da MrsP in solo palpiti
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martedì, 25 luglio 2006, 13:04
"Sei mia, lo senti che sei mia?"
Ci sono momenti che passano in fretta
Ma questo spero di no.
Com'è straordinaria la vita
che un giorno ti senti come in un sogno
e poi ti ritrovi all'inferno
("Com'è straordinaria la vita", Dolcenera)
scritto da MrsP in amarcord
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domenica, 23 luglio 2006, 21:23
Di nuovo. Mi sorprendi di nuovo. E di nuovo quando ci credo meno.
Quando la mia testa ha già sentenziato che ti ho perso. Nonostante tutto.
Che non immagini quanti capricci può fare, la testa del tuo piccolo genietto del cazzo.
"Ciao piccola..."
Un altro sospiro di sollievo insperato e vitale per la tua bimba precoce.
Che vorrebbe solo essere lì con te a dividere quella cena a sprite e pavesini su un letto d'albergo.
scritto da MrsP in solo palpiti
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domenica, 23 luglio 2006, 09:49
Seì lì, in piedi.
Qui, così vicino.
Ti abbraccio. Forte. E non finisce mai.
Forte sempre più forte
come fosse l'America
E non ti lascerei mai.
"Ne è valsa la pena di farmi tutto questo viaggio"
Se ci stringiamo ancora un po' finiremo per fonderci sai.
"Sei felice?" "Sì"
"Davvero?" "Davvero"
Forte sempre più forte
come fosse l'America
("America", Gianna Nannini)
scritto da MrsP in solo palpiti
commenti (2)
sabato, 22 luglio 2006, 22:46
(Per A.)
Per i suoi occhi che brillano.
Per ogni parola inseguita dal suo corpo.
Per la sua passione. Ovunque. Sempre.
Per i suoi abbracci stretti.
Per i suoi occhi nei miei.
Per la concitazione di ogni sua parola.
Per il suo entusiasmo.
Per i suoi sogni e le sue certezze.
Per me che non posso non fissarlo, quasi fiera di lui e con chissà quale diritto.
Che mi illumina il mondo l'esistere di una persona come lui.
Per i suoi occhi che sembrano spogliarmi e riconoscermi.
scritto da MrsP in solo palpiti
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